Da Vilhelmina a Sandsjons Fiskecamp

Ventisettesimo giorno 457 km, progressivo 7.174 km

Sbrighiamo le solite formalità di scarico e carico acque per il camper e acquistiamo, presso il campeggio, da due produttori locali del buon pane di patate, che mangeremo a pranzo. Riprendiamo il nostro viaggio verso sud. La strada E45 ad una corsia per senso di marcia, corre al centro della Svezia da nord a sud. Piove, piove, piove, la tempesta Hans che si è abbattuta sulla Scandinavia è definita la peggiore degli ultimi 30 anni, vediamo i fiumi straripati invadere le zone erbose, i pini più giovani sommersi, spuntano solo le punte come pennacchi verdi. Rinunciamo a fermarci nella città di Ostersund e continuiamo lungo la strada. Intanto la pioggia aumenta, in alcuni tratti si fa fatica a vedere la strada da quanto viene giù forte. Come se non bastasse, comincia a soffiare anche un forte vento. L’ambiente fuori cambia in continuazione, ad un certo punto grandi colline ricoperte di prati e casolari che sembra di essere in Toscana, poi improvvisamente ancora foresta, fitta, ed un lungo tratto dove non ci sono insediamenti ed incrociamo solo di rado qualche camper o auto.

Curiosi, cerchiamo il significato della parola “loppis” dallo svedese, perché la si vede spesso scritta in cartelli artigianali lungo le strade: scopriamo che qui in Svezia i mercatini delle pulci, questo il significato, sono diffusi ovunque, in pratica è l’indicazione stradale che vediamo di più, spesso scritta su pezzi di legno con la freccia che porta a qualche abitazione. Oggi è una lunga tappa di trasferimento, per avvicinarci il più possibile alla costa occidentale svedese che vogliamo visitare, e da lì proseguire poi verso la Danimarca. Anna e Sara ne approfittano per dar vita alle loro creazioni con stoffe e lana, mi viene in mente una frase di Pennac letta ieri:

” L’immensità si addice all’infanzia, che è ancora abitata dall’eternità. Passare le vacanze a oltre mille metri di altitudine e a ottanta chilometri da qualunque città significa alimentare i sogni, aprire le porte alle storie, parlare con il vento, ascoltare la notte, entrare in contatto con gli animali, dare un nome alle nuvole, alle stelle, ai fiori, alle erbe, agli insetti e agli alberi. Significa dare alla noia la sua ragion d’essere e di durare”.

Una dimensione diversa rispetta a quella che si vive normalmente a casa.

Arriviamo, sempre sotto alla pioggia, all’area di sosta Sandsjons, uno spiazzo con alcuni bei tavoli di legno con panche disposti tra gli alberi a bardo fiume, i bagni, ed una teca in legno con la mappa della zona, insomma la tipica area sosta svedese, curata e attrezzata. Smette di piovere, ma il cielo rimane cupo, dopo tanti giorni di luce oggi per la prima volta arriva il buio. Siamo ad agosto, è buffo vederci con le felpe, chiusi nel camper a berci una cioccolata calda.

SOSTA CAMPER

Area di sosta Sandsjons Fiskecamp, lungo la E45, bagni e tavoli da pic nic.

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